Una notte passata a fissare il soffitto, o almeno credo.
Quando è troppo buio non si può essere certi di dove si stia guardando, e la stanza si fa piccola, come se ti avessero rinchiuso in un ripostiglio.
L'insonnia è una brutta bestia, ma quando mi abbandona per un'ora è forse peggio: al risveglio partorisco sempre pezzi del genere...
Vi è mai capitato di addormentarvi per necessità in un posto mai visto prima, di cui non conoscevate niente, se non l'esatta posizione in cui vi siete sdraiati?
Al risveglio nel cuore della notte - a volte - capita un fenomeno interessante.
Si riaprono gli occhi, ma si resta perplessi al momento; non si vede nulla, e di nulla si dovrebbe sospettare proprio per questo motivo: eppure non ricordate dove vi trovate.
Siete solo sicuri che quello non sia il letto di casa, ma proprio non riuscite a capire dove possiate essere: non ricordate se siete in vacanza, non ricordate se siete da un amico, non ricordate se vi hanno rapito, e soprattutto non ricordate dove cazzo si trovi l'interruttore più vicino.
Non è una bella sensazione il mutare dei dubbi in panico, non lo è mai per nessuno.
A questo punto dall'encefalo partono un sacco di ordini intelligenti, primo fra tutti quello di tastare l'ambiente circostante.
Se siete fortunati, troverete subito il "click" tanto desiderato e in meno di un secondo sarete nuovamente fra le braccia di Morfeo; ma la fortuna non deve avervi mai avuto in gran simpatia, vero?
All'incirca venti centimetri alla vostra sinistra si trova la parete...probabilmente avete scelto il letto contro il muro, per non sentirvi il fiato della gente addosso.
Ottima scelta.
Mentre la paranoia prende possesso del vostro corpo decidete di tastare ciò che prende forma alla vostra destra, o meglio...ciò che vorreste prendesse forma alla vostra destra.
Ancora una parete?
Che sfiga.
Questo processo avviene in circa dieci secondi, se siete proprio lenti di riflessi diciamo una quindicina; ad ogni modo:
No, non è un caso che sentiate il vostro stesso fiato sulle guance.
No, l'umidità complessiva dell'aria circostante non è dovuta ai vostri amici che respirano affannosamente durante la notte.
E no, non è solo una sensazione quella di avere l'ennesima parete posta a pochi centimetri dal viso.
Non provate a scoperchiarla, credo sia inchiodata bene.
Ma – piuttosto - prendete le sigarette che da anni tenete nel taschino e accendetevene una.
Come?
Avete smesso proprio ieri perchè vi han detto che il fumo accorcia il tragitto per il camposanto?
Questa dev'essere proprio la vostra giornata "no".
Se siete arrivati fin qui, il mio consiglio è ricominciare dall'inizio: dal titolo, in particolare.



